venerdì 22 luglio 2011

LA SPEZIA 16/07/2011

Associazionismo “Mare Golfo dei Poeti”

ass_mare_golfo_poeti8Al Presidente della Provincia

All’Assessore Regionale Raffaella Paita

Al Sindaco della Spezia

All’Assessore allo Sport del Comune della Spezia

Alla Capitaneria di Porto della Spezia

Oggetto: Il diritto degli spezzini ad usufruire del proprio mare e i divieti nella rada del golfo della Spezia che penalizzano il territorio.

Più volte l’associazionismo “Mare Golfo dei Poeti” si è incontrato, assieme alle società sportive, con le istituzioni in indirizzo e da queste ha ricevuto dichiarazioni di intenti e attestati di impegno su iniziative finalizzate alla restituzione del mare alla comunità spezzina e ad un suo utilizzo il più ampio ed aperto possibile.

Ad oggi, tuttavia, non risulta nessuna azione concreta sugli impegni assunti dagli enti sopracitati.

Con rammarico, infatti, ci troviamo ancora una volta in piena stagione estiva, dove sia le attività di balneazione per i cittadini tutti che il diportismo e la pesca per i pescasportivi in particolare continuano ad essere largamente penalizzati da numerose ordinanze, lacciuoli a volte incomprensibili per chi ama il proprio mare.

Certamente, tale situazione pesa ancora come un macigno non solo sulle società di pesca e sportive, ma anche su tutti i diportisti e i bagnanti.

Tutto ciò comporta un’ulteriore diminuzione della credibilità sulle istituzioni e sul governo del territorio, nonché sulla metodologia dei controlli in mare.

La “Mare Golfo dei Poeti” richiede di organizzare nella sede della provincia della Spezia un incontro pubblico con tutti i soggetti istituzionali interessati ed aperto alla partecipazione dei pescasportivi diportisti e dei cittadini spezzini.

In attesa di risposte concrete,

porgiamo distinti saluti

sabato 11 giugno 2011



Metodo d'affondamento downrigger

"Cannon..io pesco così!!"

Da 20 anni pesco con Cannon downrigger, ho deciso di mettere a frutto la mia esperienza in modo di colmare ai pescatori sportivi mediterranei delle lacune legate alla traina in profondità.
Tutti siamo a conoscenza che Cannon ha progettato gli affondatori per la pesca nelle acque interne Statunitensi … Poi, col tempo, le esigenze sportive hanno spostato l'interesse anche nella pesca in mare.
Stringendo, è uno dei pochi mezzi sportivi che ti permette di far affondare le esche artificiali o naturali alla profondità desiderata e grazie alla pinza a sgancio rapido si riesce ad avere un contatto diretto pescatore/preda senza nessuna zavorra che potrebbe falsare sia il recupero che il combattimento. Questa caratteristica ti permette di affrontare le prede con attrezzature veramente sportive ecco perché la "IGFA" (International Game Fish Association) unica associazione mondiale che detta le regole della pesca sportiva ha omologato questo sistema d'affondamento.
E' bene anche chiarire che la pesca con l'affondatore è dedicata ad un "range" consigliato di profondità che può variare dai -2 fino ai -70 metri, spot ideali dove stazionano le prede mediterranee di fondale. Sottolineo consigliato, per avere un controllo veritiero del sistema pescante… Nulla vieta però di andare a far lavorare le esche ancor più in basso.. Ma difficilmente le prede sportive mediterranee stazionano così profonde. Ricordiamoci che tali "fondaloni" non sono difficili a raggiungere con le zavorre che solitamente equipaggiano gli affondatori ma il difficile è mantenerli con l'imbarcazione in movimento. Maggiore è la velocità e maggiore sarà la distanza tra la poppa e la zavorra; la cosa è riscontrabile tenendo sottocchio l'angolo prodotto dall'inclinazione del cavo. Altrimenti, se l'imbarcazione è equipaggiata con uno scandaglio professionale è possibile avere una riprova della profondità di pesca selezionando una bassa frequenza (minimo 50herz) ed aumentando il guadagno; in questo modo, sul monitor, si riesce a individuare una scia rettilinea che indica la posizione effettiva della zavorra. E' scontato, ma nulla vieta di pescare come si dice in gergo alieutico a mezz'acqua su batimetrie per lo più "off shore" dei 1.000mt., tecnica indicata per insidiare il tonno di branco, lampuga, alalunga e pesce spada.
E' bene far presente che, tramite le innovative pinze multi sgancio, su un unico affondatore è possibile schierare più canne in pesca; è mio uso mettere anche tre pinze sul cavo a differenti profondità in modo da sondare contemporaneamente più fasce d'acqua ed insidiare sia pesci pelagici che pesci di profondità. Con tale metodo capita di avere in simultanea più allamate; grazie alla velocità di risalita del piombo (76 metri al minuto) si riesce così ad avere uno spazio maggiore di combattimento e privo di qualsiasi intralcio.


di Maurizio Pastacaldi


venerdì 29 aprile 2011

Campionati Europeo e Italiano 2011

A.S.D. “Il Palamito”


Campionati Europeo e Italiano 2011 di pesca con bolentino - Invito alla presentazione delle squadre presso la sala della Provincia della Spezia il 07/05/2011 ore 11.00.




1. Si comunica che il 07/05/2011 alle ore 11.00 nella sala della provincia di La Spezia alla presenza del Presidente Marino Fiasella e dell’Assessore allo sport Giuseppe Gabriele si svolgerà la presentazione ai media locali delle squadre del “Palamito” che parteciperanno al Campionato Europeo di pesca con bolentino in Croazia dal 15 al 20 Maggio (partecipazione di diritto in quanto vincitrice del Campionato Italiano 2010 che, come noto, si è svolto dal 17 al 20 giugno 2010, per la prima volta, nelle acque del nostro Golfo) e al Campionato Italiano che si svolgerà ad Agrigento il 18/06/2011.



2. Per quanto sopra questa A.S.D. Il Palamito è lieta di invitare la S.V. alla presentazione. Al termine sarà distribuito ai presenti un piccolo gadget ricordo.



La Spezia, 20/04/2011.


Il Presidente
Michele COMPARETTI

giovedì 31 marzo 2011

Comunicazione al ministero delle Politiche agricole
Non è necessaria una "licenza" per potersi cimentare in questa attività, ma serve aver effettuato una comunicazione al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Si tratta di una rilevazione statistica che, seppure necessaria, nulla ha a che vedere con una 'licenza'. In base al numero di pescatori sportivi e alle quantità massime di pescato giornaliero, poi sarà stilato un conteggio di massima".

Il mio pensiero in merito e' che, se servisse a garantire controlli piu' severi con relative sanzioni a tutti coloro che non rispettano le regole, accetterei anche una proposta di una licenza vera e propria, come avviene per le acque interne...Ritengo scandaloso che alcuni pescatori ( nel nostro golfo ce ne sono tanti, anche autorizzati....vedi cianciola ) continuino ad effettuare mattanze di orate e branzini ,anche sotto misura, senza che nessuno controlli il pescato .....inoltre e' scandaloso vedere tonnellate di orate salpate nel periodo della riproduzione ....Si.... sostengo una campagna contro questi scandali incontrollati, contro il mancato rispetto delle FAMOSE regole dei 5kg e delle misure minime che passano troppe volte innosservate....Il rispetto per il mare, che ogni volta ci regala giornate indimenticabili e catture esaltanti, deve essere alla base di tutti, anche di coloro che si ritengono pescatori ed invece risultano essere soltanto dei bracconieri
Francesco Canepa

mercoledì 30 marzo 2011


Inchiku In Sicilia di Nicola Riolo



Non è semplice racchiudere in poche righe l’efficacia della tecnica dell’inchiku in acque pescose come quelle del canale di Sicilia..proverò comunque a rischio di sembrare troppo breve.


Girando in lungo e in largo le coste siciliane, le sue isole minori, fino alle coste tunisine per il lavoro dell’
Enciclopedia dei Waypoints Siciliani Sommersi e per testare le attrezzature che creo in collaborazione con Olympus, non potevo che rendermi conto di quanto gli immensi spazi del canale di Sicilia, potessero essere ricchi di scogli e relitti…e pesci!


Sugli Hot Spot più pescosi che ho annotato nel mio libro..e che tra poco saranno a disposizione dei “pochi gelosi custodi” cui è destinato questo lavoro, ce ne sono parecchi sui quali ogni tecnica light e non si esalta al massimo delle proprie potenzialità. Pur ritenendo che il Vertical Jigging sulle ricciole sia una tecnica insuperabile..non me ne vogliano gli appassionati di traina col vivo..sugli spot tipici da grandi sparidi come dentici, pagri e corazzieri, l’inchiku offre sempre la possibilità di catture eccezionali!

Il mese di aprile che ormai è alle porte..offre a tutti gli appassionati della tecnica le catture degli esemplari più grandi.

In questo periodo infatti i grandi sparidi diventano particolarmente territoriali e scacciano dal proprio territorio ogni intruso indesiderato.

Le mille sfaccettature della tecnica e delle varie esche e strategie utilizzabili sono ben spiegate nel mio libro appena pubblicato “Tutti i Segreti dell’Inchiku”, ma quando si parla della tarda primavera..ogni movimento e ogni tentativo sia pure apparentemente goffo su spot di pregio, può trasformarsi nella magia di uno strike poderoso!!!


Dalle nostre parti il pomeriggio..dopo le cinque nel mese di aprile..è il momento più adatto alle catture dei dentici e dei pagri più grandi..ed il fondale cui normalmente i pescioni si avvicinano prima dell’arrivo della sera è quello del confine delle secche o delle cadute batimetriche che dalla roccia raggiungono il confine con la sabbia..


Le batimetriche ideali ovviamente variano a seconda delle varie zone nelle quali si pesca e delle varie opzioni di cui si dispone..ma se devo dare una indicazione di massima, direi che la quota compresa tra i 40 e i 60 mt, in questa fase resta quella da preferire!

Per la cronaca i grandi dentici li ho pescati fino a 130 mt ed i grandi corazzieri fino a 150..ma la tecnica dell’inchiku, soprattutto in questa stagione e agli orari di cui sopra, si esalta alle quote intermedie di cui sopra.


Personalmente utilizzo esclusivamente attrezzature create in collaborazione con Olympus e la mia canna preferita è la
Active Jigging, concepita ad ok per le discipline light come l’inchiku dove l’amo standard montato sul doppio assist è sottile per una penetrazione anche in ridotte porzioni di labbro del pesce e dunque non può essere sollecitato da un’azione di canna trpp rigida! Per quanto riguarda il mulinello la scelta può ricadere tanto su modelli rotanti, quanto su modelli a bobina fissa. Anche se i più esperti preferiscono il “rotantino” per un’azione di pesca più corretta, posso assicurarvi che personalmente utilizzo indifferentemente l’uno o l’altro modello. Dunque in questo caso specifico, prima di affrontare questa spesa, il mio consiglio è quello di testare le attrezzature dei propri compagni di pesca e verificare le proprie attitudini e le proprie convinzioni con entrambi i modelli..solo quando ci sentiremo più sicuri sulla pratica della tecnica e dei motivi che spingono a preferire l’uno piuttosto che l’altro modello, potremo allora spendere inostri soldi con maggiori possibilità di successo!


In quest’ottica, un accorgimento utile può essere quello di aprire repentinamente qualche chilo di frizione subito dopo lo strike, in modo da poter combattere anche un pesce di taglia con il minimo rischio di apertura o rottura degli ami..spero di avervi trasmesso con queste brevi tracce..un anticipo di primavera e delle catture che questo periodo più di ogni altro periodo..sà offrire ad esperti e principianti.



Nicola Riolo





martedì 1 marzo 2011


Contiamoci!

Era nell’aria da tempo, se n'è discusso molto e i pareri come spesso accade erano e sono assai diversi tra loro, fatto è che ci siamo! E’ scattata l’ora del censimento, una sorta di permesso,di registrazione, che tutti coloro che intendono svolgere la pesca sportiva in mare devono fare,quale che sia la tecnica praticata e il luogo dove si intende esercitarla. Il Decreto ministeriale,approvato il 6 dicembre, prevedeva 90 giorni per diventare effettivo è quindi nei prossimi giorni che entrerà in vigore a tutti gli effetti. In sostanza, una sorta di licenza di pesca, per ora assolutamente gratuita, che può essere interpretata in vari modi e alla quale si possono attribuire molteplici valori e scopi. Sicuramente, però, al di là di come ognuno di noi la pensi, una cosa è certa, questo censimento, come del resto si intuisce dalla parola stessa, servirà a contarci e finalmente sapremo, anche se occorrerà del tempo, quanti effettivamente siamo, a quanto ammonta il popolo dei pescasportivi, giovani ed anziani, che ogni giorno affollano le coste del nostro Paese o navigano intorno ad esse, dai litorali del nord all’estremo lembo del sud della nostra penisola. Un’operazione che, se effettuata con cura e senza doppi fini, potrà col tempo consentirci di contare di più sotto ogni profilo, sia sul piano locale che nazionale, e il tutto potrebbe trasformarsi in un beneficio economico per tutto il settore. Come potete notare, però, ho usato il condizionale: nutro, infatti, e siamo in tanti ad avere gli stessi dubbi, molte perplessità sulla bontà dell’operazione, ma più che altro sulle vere finalità del provvedimento, e la forte preoccupazione che questo iniziale censimento si trasformi con il tempo in una reale licenza di pesca, magari onerosa sotto il profilo economico, un’evenienza che sicuramente penalizzerebbe molti giovani pescasportivi, magari occasionali o stagionali, che potrebbero rinunciare così alla loro passione, un po’ com'è successo per la caccia, anche con modalità e per ragioni diverse, e in parte nella la pesca in acque dolci. Detto questo, nella pratica il nuovo decreto prevede che chiunque intenda praticare una qualsiasi attività ricreativa di pesca sportiva in mare debba compilare una scheda relativa al censimento e riceverà così un’autorizzazione, ripeto assolutamente gratuita, che dovrà essere esibita ogni qual volta ci venga richiesta durante un normale controllo. Al momento non so dirvi quali saranno tutti gli eventuali organi preposti a ritirare tale scheda e rilasciare il relativo permesso, ma sicuramente sarà possibile registrasi direttamente su internet tramite il sito del ministero delle Politiche Agricole, la Fipsas garantirà questo servizio, le capitanerie di porto e presumibilmente i negozi specializzati. Insomma, sarà compito di tutti gli addetti ai lavori facilitare e garantire questo servizio affinché tutti possano effettuare questa semplice ma necessaria operazione. Infine, per dovere di informazione, è bene ricordare che al momento non è prevista nessuna sanzione nel caso uno venga colto senza il regolare permesso, ma l’obbligo di registrazione entro e non oltre i 10 giorni dalla contestazione. Concludo dicendo che da parte mia e della rivista ci sarà il massimo impegno a mantenere informati tutti i nostri lettori su questo problema, aggiornandovi sulle eventuali modifiche e i prevedibili cambiamenti che sicuramente avverranno nei prossimi mesi e che riguarderanno l’effettiva applicazione del decreto.

Alfonso Vastano